Autore: John Ronald Reuel Tolkien

Casa editrice: Bompiani

Genere: Fantasy

Titolo: Il Signore degli Anelli

Il romanzo narra la grandiosa avventura dei nove personaggi fantastici che devono distruggere l’anello del potere assoluto, il quale, se cadesse nelle mani sbagliate, porterebbe la rovina dell’intera Terra.

Il personaggio principale, ovvero un mezz’uomo con enormi piedoni a cui piacciono molto le avventure, è colui che porta l’anello. I suoi compagni sono altri tre hobbit (i suoi migliori amici), un elfo, un nano, un mago e due uomini che combattono contro eserciti di orchi per salvarsi a vicenda.

Un aspetto del libro che mi è piaciuto molto è il fatto che l’autore metta sempre in risalto la solidarietà e l’amicizia che c’è tra i componenti della compagnia.

Anche se all’inizio sono molto diffidenti gli uni dagli altri, pian piano che la storia va avanti tra i personaggi si creano legami che niente e nessuno può spezzare. Ognuno è disposto a morire per salvare la vita del compagno.

Penso che questo sia un ottimo esempio per tutti i lettori; non bisogna essere egoisti, pensare di essere al centro del mondo, solo così potremmo stare bene insieme agli altri.

Lo scrittore è un ottimo descrittore (lo è anche fin troppo!) e riesce a far percepire ogni singola cosa che succede e che si muove nella storia. Parla dei personaggi come se li avesse visti veramente e come se avesse potuto parlare e interagire con loro. Le armature, i vestiti che portano sarei in grado di riprodurli con un foglio e una matita per quanto sembrano reali.

I paesaggi assomigliano a luoghi che credo di aver già visto, la maestosità delle montagne e il rumore dell’acqua che scorre nei ruscelli ti fanno sognare e vivere momenti stupendi, nei quali ti sembra di essere su un altro pianeta.

Alcune volte, però, la descrizione è un po’ troppo dettagliata, e l’autore si dilunga troppo; in quei casi ho saltato qualche pagina. Ma grazie a questo scrittore sono riuscita a comprendere quanto sia importante parlare degli ambienti di una battaglia, dei luoghi dove si svolge una vicenda, senza i quali la storia perderebbe colore.

In questo modo Tolkien ha saputo mettere in risalto la brutalità degli orchi, la grazia degli elfi, la goffaggine dei nani, la sapienza dei maghi, l’intelligenza degli uomini e la silenziosità degli hobbit.

Un altro difetto è il ruolo della figura femminile: le poche ragazze a cui fa riferimento sono due elfe, un’umana e una nana. Nella storia questi personaggi non hanno dei ruoli importanti e questo fa perdere “punti” all’autore. Secondo me lo scrittore non ha inserito una fanciulla nella compagnia perché non la ritiene in grado di compiere la fatica del lungo viaggio. In questo modo le fa fare la parte della bella incantatrice che fa innamorare i protagonisti.

Sono contenta di aver letto questo libro, pur non avendo mai “preso in mano” racconti di Tolkien.

Questo è un testo fantasy che consiglio agli amanti della descrizione e delle battaglie, ma soprattutto a coloro che hanno tanta pazienza!

 

Giulia P